I nostri eventi: Seminario “Reciprocità e comunità” Napoli, 29/5 Biblioteca Brau

Il gruppo di ricerca interdisciplinare “A piene mani. Dono, dis/interesse e beni comuni”, composto da docenti del Dipartimento di Studi Umamistici e del Dipartimento di Scienze Giuridiche, è giunto al suo terzo anno di attività. In questi tre anni ha organizzato numerosi seminari e giornate di studio, interrogando varie discipline, dalla psicoanalisi alla letteratura all’economia, alla luce del paradigma del dono e dei beni comuni, concetti-chiave di un nuovo ipotizzabile modello di soggetto, aperto alla relazionalità, e non unicamente centrato sull’avere.
Le relazioni tenute nei vari convegni saranno pubblicate in tre volumi, il primo dei quali “A piene mani. Dono e beni comuni”, curato da A. Lucarelli e U.M. Olivieri, è appena uscito per i tipi di Diogene editore, Napoli.
Proprio tale pubblicazione è lo spunto per il seminario del 29 maggio (ore 10-17 presso la BRAU, piazza Bellini 59) dedicato a “Reciprocità e comunità”, una sorta di genealogia della funzione del dono agli dei e della sacralità in genere, come forma di fondazione della comunità prima, e più tardi, della città antica e dello stato.
Nella mattinata, infatti, gli archeologi del Dipartimento di Studi Umanistici utilizzeranno una serie di risultanze di scavi per mostrare la presenza di una teoria della comunità e della città in Magna Grecia e nella civiltà romana legata all’offerta alle divinità. Il pomeriggio si aprirà, invece, con una lezione del semiologo Paolo Fabbri sulla semantica del dono, per proseguire con una tavola rotonda dedicata a comprendere la permanenza, ma anche il superamento della cosiddetta “teologia politica” nell’ambito della teoria dello stato moderno.

le nostre schede: P. Clastres, L’anarchia selvaggia, Elèuthera, 2013

E’ appena stato pubblicato dalla casa editrice Elèuthera un immportanter contributo dell’antropologo francese Pierre Clastres (1934-1977) dedicato al rapporto delle società primitive con la divisione sociale e con una possibile nascita della società gerarchica. Un tema particolarmente interessante soprattutto nell’imminenza del nostro convegno annuale su “Il dono nel mondo antico” che toccherà temi antropologici e di filosofia politica.

“Il dono e lo stato”, resoconto del convegno organizzato a Palermo dalla rete nazionale di ricerca sul dono

Riceviamo dalla Rete Nazionale di ricerca sul dono un resoconto del Convegno “Il dono e stato” tenutosi a Palermo il 9 e 10 novembre che pubblichiamo per i nostri lettori:

“Il dono e lo stato. Legame interpersonale e sociale”

Il 9 e il 10 novembre si è svolto a Palermo il convegno interdisciplinare: “Il dono e lo stato. Legame interpersonale e sociale” che ha visto la partecipazione di alcuni importanti studiosi italiani e francesi.
Il convegno è stato anche l’occasione per fare la sintesi del lavoro che ormai da cinque anni viene portato avanti dalla rete nazionale di ricerca sul dono (www.ricercasuldono.blogspot.it ) un gruppo che cerca di fare sintesi tra le differenti discipline e che si richiama al paradigma del dono costituito in Francia dal Movimento Antiutilitarista delle Scienze Sociali.
Il tema affrontato in questo convegno è denso di significati rispetto alla contemporaneità: si tratta infatti di riconoscere, in tempi di necessari mutamenti di prospettive, anche l’urgenza di costruire dei ponti che permettano il passaggio da un’etica a una politica del dono. In che modo infatti quest’esperienza così diffusa – donare, ricevere, ricambiare – riesce non semplicemente ad essere manifestazione di un modo di stare insieme marginale e non strutturale, ma a proporsi come dimensione costitutiva per pensare nuovi modelli di società? Non basta dunque fare del dono un residuo di socialità immunizzato dalla logica liberale e dal mercato. Vi è piuttosto l’esigenza di trasformare il discorso sul dono in una vera e propria teoria critica della società.
Questa trasformazione passa anche per una preventiva ridefinizione dei confini tra la sfera pubblica e la sfera privata, ma anche tra le forme di redistribuzione e le forme della giustizia. Da un lato infatti il dono appare come una giustificazione (quasi un dispositivo liberale) di una sussidiarietà che richiede la destituzione del modello di Welfare così come noi lo conoscevamo: se lo Stato è incapace a redistribuire equamente allora devono pensarci le organizzazioni di volontariato, le scuole paritarie, ecc. In questo caso la ricaduta politica del dono appare assai controversa: esso servirebbe più come alibi alla lenta erosione dei diritti cui assistiamo, rappresentando una sorta di dualismo antropologico: da una parte la necessità neoliberista della competizione e della destituzione della centralità dello Stato, dall’altra l’attività gratuita e volontaria che si prende cura delle marginalità prodotte dal sistema sociale. Questa lettura del rapporto tra dono e politica è in fondo un ritorno allo schema premoderno, feudale, in cui la gratuità del dono funge da conferma della superiorità del donatore sul donatario, innescando una circolarità viziosa che continua a produrre dominio e disuguaglianza. Contro questa lettura “conservativa” si sono rivolte le analisi di Vittorio Pelligra sul tema della fiducia come movente economico, di Maurizio Ambrosini sul sociale come puntello critico dello stato, di Philippe Chanial sulla protezione sociale come traduzione politica del paradigma del dono, di Mark Anspach sull’applicazione dell’antropologia del dono come alternativa radicale alle soluzioni più in auge della crisi economica contemporanea.
Vi sono così due compiti da rilanciare a seguito di questo convegno, per i numerosi e appassionati partecipanti del gruppo di ricerca (e per chi vorrà unirsi a loro). Il primo compito è di definire in forma definitiva quale dei due modelli del dono si voglia seguire. A questa scelta appartiene anche il consolidamento dei padri fondatori alla cui riflessione attingere. Un avvicinamento definitivo alla tradizione francese potrebbe definire la questione, riconoscendo in Marcel Mauss e Karl Polanyi i due punti di riferimento genealogici e permettendo un deciso spostamento della sensibilità teorica all’interno del gruppo verso il dono imperfetto – cioè il dono come strategia di relazioni basate sulla fiducia originaria e sul valore di legame, relazioni che sono contemporaneamente interessate e disinteressate, gratuite e necessarie. Il secondo compito è di dare uno spazio di risonanza teorica alle diversissime pratiche di dono che nascono e fioriscono, anche e soprattutto in questi tempi di crisi, spesso vere e proprie sperimentazioni di nuove forme di politica e di avanguardia critica del nostro presente.

Sergio Labate
rete nazionale di ricerca sul dono
(www.ricercasuldono.blogspot.it )

“I seminari degli altri”: Fondazione Basso “La scuola per la buona politica” settimo ciclo 2013

Riceviamo dalla Fondazione Basso il programma e i moduli d’iscrizione al nuovo ciclo de “Scuola di democrazia/ scuola per la buona politica”, iniziativa giunta al suo settimo anno e dedicata quest’anno a “Individualismo e democrazia”. un’iniziativa meritoria che consente una volta al mese di ascoltare i maggiori esperti sull’argomento preso in esame e di poter lavorare sul tema in maniera seminariale. Il primo incontro il 10 gennaio 2013 poi gli altri secondo una cadenza mensile
per informazioni e iscrizioni: “pennacchi laura”

“I nostri materiali”: “Il lavoro come dono ?” di Lorenzo Zoppoli

Riceviamo da uno dei nostri interlocutori, il prof. Lorenzo Zoppoli, ordinario di Diritto del Lavoro, un suo interessante articolo comparso in rivista alcuni anni fa (“Diritto delle relazioni industriali”, 2, 1994) , ove viene posta in primo piano la definizione di quelle forme di conoscenza, presenti nel processo lavorativo da parte operaia, non monetarizzabili ma essenziali per il funzionamento del processo stesso. Sono definibili in termini di dono e che ruolo svolgono nella contrattazione collettiva odierna? Questa la domanda inedita e interessante cui il saggio cerca di dare una risposta. Chi fosse interessato alla lettura del saggio può richiederne il PDF tramite la community del nostro sito

“I nostri eventi”: Seminario 11 ottobre “Felicità/Benessere: il dono della letteratura”, Biblioteca Brau, ore 10-18,30

Seminario di studio : “Felicità /Benessere: il dono della letteratura”
11/10 ore 10-18,30
Biblioteca Brau piazza Bellini 59
con R.Luperini (Italianista, univ. Siena) , R. Valenti (Latinista, univ. Napoli ) ; E. Pulcini (Filosofa della politica, univ. Firenze) ; R. Loretelli (Anglista, univ. Napoli) ; F. Fiorentino (Francesista, univ. Bari)

Il binomio felicità /benessere nell’epoca moderna è senza dubbio una congiunzione accrescitiva che parte dal benessere, inteso a volte in senso strettamente materiale, come base per la felicità. Non è sempre stato così e in alcune epoche e contesti, soprattutto nel mondo antico, la felicità poteva essere una condizione che entrava in contraddizione con il benessere o si coniugava con un essere bene in netta contrapposizione con la ricchezza materiale o con la gloria mondana. Il seminario affidato a specialisti di aree disciplinari e geografiche diverse vuole sia pur con una rapida carrellata sondare i diversi esiti di questo rapporto concettuale nel tempo e nelle diverse culture occidentali alla luce di un’arte come la letteratura che si è sempre nutrita in maniera fortemente problematica di questi due concetti

29 aprile 2011 – Dono, dis/interesse e beni comuni nella società antica

Il pubblico invitato a tali giornate non è composto solo da studenti e da lavoratori della conoscenza, ma anche da operatori di vari settori della vita civile che usano nelle loro pratiche professionali quotidiane il concetto teorico di dono.

Dopo la giornata di studi del 18 dicembre, che ha visto la partecipazione – con i curatori Alberto Lucarelli e Ugo Olivieri – di Roberto Esposito, Carlo Ossola e Alex Zanotelli, sono previsti per la primavera altri due incontri: il primo si terra il 29 aprile presso la Biblioteca di Ricerca Umanistica e sarà consacrata a Dono, dis/interesse e beni comuni nella società antica; il secondo si terra il 17 maggio all’Accademia di Belle Arti, e avrà tra gli ospiti Alain Caillé, Paolo Fabbri, Jacqueline Morand, Marino Niola e Teresa Pullano.

2. Dono, dis/interesse e beni comuni nella società antica

a cura di Alberto Lucarelli e Ugo Olivieri

9.30 Saluti del prof. Mario Rusciano, Presidente del Polo di Scienze Umane e del prof. Arturo De Vivo, Preside della Facoltà di Lettere e Filosofia

10.00 Relazioni:
– Arturo De Vivo, Tacito e la semantica ambigua di  ‘donum’
– Valeria Viparelli, Il dono proibito: lo scambio d’amore nella poesia latina
– Corrado Calenda, Le parti, la concordia, il bene comune: per un possibile uso di Dante

15.00 Ripresa dei lavori. Relazioni:
– Corrado Bologna, Dante e il dono della lingua come bene comune
– Ugo Olivieri, Il dono della servitù. Etienne de La Boétie e l’analisi della tirannide
– Francesco de Cristofaro, Di chi è il teatro? (Atene, 405 a. C. – Napoli, 2011 d. C.)

18.00 Discussione e conclusioni

Napoli, 29 aprile 2011
Biblioteca di ricerca di Area Umanistica
Sala del Refettorio
Piazza Bellini 56/50

a piene mani 29 aprile II