“Gli eventi degli altri”: La fiera dei beni comuni a Napoli 24-26 maggio, Castel dell’Ovo

Un importante evento questo della Fiera dei Beni Comuni che l’anno scorso ha coinciso con il nostro convegno annuale di maggio su “Verso un manifesto dei beni comuni” e che quest’anno per ragioni organizzative si apre a poca distanza dal nostro convegno annuale “Musica dono e disinteresse” dell’11/5 ma in ideale continuazione con il nostro evento.
Ideale continuazione nel senso che la Fiera dei Beni Comuni ha una propria continuità nel tempo e organizzazione ( sono enti organizzatori Mani Tese e i Centro Servizi per il Volontariato con l’appoggio di Banca Etica) ma la coincidenza verificatasi l’anno scorso tra il nostro convegno e la fiera e la vicinanza di quest’anno è un dato che auspichiamo e “sponsorizziamo” nel senso che ci sembra una delle “buone pratiche” che dà senso alla nostra “teoria” sia per il tema sia per il coinvolgimento delle scuole nel progetto e nell’evento.

“Gli eventi degli altri” : “Il libro ritrovato” convegno 18/5 BRAU ore 9,30-19

La crisi economica ha investito in maniera pesante tutti i settori della cultura, in particolare della cultura umanistica, e sta determinando delle ristrutturazioni nel settore editoriale con chiusure di marchi editoriali, mutamenti di proprietà, crisi nelle vendite. Ben prima della crisi, però, era in crisi il rapporto tra editori e lettori. Il convegno è dedicato a questa crisi tra editori e quei lettori “privilegiati” che sono i docenti e gli studenti universitari. La prospettiva è quella dell’analisi delle ragioni di questa crisi ma soprattutto delle possibili, quotidiane, soluzioni e vie d’uscita. Riportiamo alcuni passaggi di un testo redatto dall’organizzatore del convegno, il prof. Michele Stanco docente di Letteratura Inglese, come introduzione ai lavori :” Prendendo spunto dall’idea amletica del libro come vettore di memoria, la giornata di studi intende ripercorrere il filo dell’editoria letteraria italiana degli ultimi anni per poi esaminarne le prospettive future, anche e soprattutto in relazione al mondo dell’Università e alle esigenze curricolari dei nuovi corsi di laurea. Particolare attenzione sarà rivolta al ruolo dell’editoria nella costituzione del canone letterario, con riferimento alle letterature italiana, francese, spagnola, tedesca, inglese e alle letterature comparate, nonché alle nuove forme di pubblicazione digitale.
A tal fine, si prevede la presenza e il confronto tra editori, direttori editoriali e studiosi di letteratura.”
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“I materiali degli altri”:Matteo Di Gesù, “La metafora delle radici nell’identità delle nazioni”

Il discorso sul canone oggi deve partire da due considerazioni apparentemente contraddittorie ma necessariamente integrate, pena una riproposizione di una visione localistica e identitaria del canone come identità e fondamento o una visione irenica e soggettivistica del canone come salvezza di valori letterari ed estetici da proporre in opposizione al mercato dilagante dell’arte. Le due considerazioni del canone, è allora evidente, sono, da un lato la fine, se mai, dal romanticismo in poi, è esistito di ogni canone “nazionale” chiuso all’inter-relazione con dei canoni trans-nazionali e oggi globali; dall’altro la messa in crisi, che non è nell’ordine delle cose quanto della visione delle cose, dell’idea di canone come insieme coerente di testi esenti da cesure, faglie e ordini contrapposti del discorso. Il canone, cioè, ed è questo l’aspetto più complesso ma più “politicamente” produttivo del concetto, da sviluppare a livello dell’analisi testuale, non può che essere concepito come struttura discorsiva fondata sulla compresenza di “strati” testuali e di “oggetti” letterari di diversa “temporalità” e soprattutto come struttura discorsiva che conserva al suo interno le cicatrici di un agone tra testi “sommersi” e testi “salvati”. Un esempio di tale visione agonica del canone è il modo con cui si affronta il tema dell’identità italiana costituitasi attraverso la tradizione letteraria, a cominciare da quella dei classici latini e greci . L’articolo di Matteo Di Gesù, critico e teorico della letteratura palermitano più volte soffermatosi su canone e post-moderno, interviene proprio su tale questione, utilizzando la recensione al testo di Bettini Contro le radici. Tradizione, identità, memoria (Il Mulino 2012) come modo per discutere il problema. Comparsa su “Il Manifesto” del 28/4/12 la riflessione di Matteo Di Gesù ci è stata messa a disposizione dall’autore e dal giornale, a entrambi il nostro ringraziamento. matteo di gesù canone

” I nostri materiali”: un saggio di Gilda Farrell sulla democrazia partecipata e i diritti di cittadinanza

Pubblichiamo il saggio molto interessante per le nostre ricerche sulla democrazia partecipata e i processi economici e di governance “Il confronto tra cittadini come condizione e misura di progresso e coesione sociale. L’esperienza del Consiglio d’Europa” di Gilda Farrell, Capo Dipartimento della Commissione Europea per la ricerca sociale, nostra ospite nella giornata di studi su “Benessere e sviluppo sostenibile: un ossimoro possibile” del 9/3/12. Il saggio è stato pubblicato nella “Rivista delle Politiche sociali”, 1/2011, Roma, Ediesse edizioni. Ringraziamo Gilda Farrell e la Direzione della rivista per averci concesso il diritto di riproduzione del saggio. farrel

“I nostri eventi”: Giornata di studio su “Musica, dono e disinteresse” Napoli 11/5 ore 9,30 -19

La giornata di studio su” Musica, Dono e dis/interesse” Chiesa Ss. Marcellino e Festo, Largo S. Marcellino 10 ore 9,30-18,30 , ispirata a questa prospettiva e promossa da Alberto Lucarelli e Ugo M. Olivieri e dagli altri componenti del gruppo di studio “A piene mani” (F. Ciaramelli, F. P. De Cristofaro), in collaborazione con Luigi M. Sicca, Professore di Organizzazione Aziendale e di Organizzazione e Gestione delle Risorse Umane, nasce come sesto incontro pubblico di un’attività di ricerca interdisciplinare e vede coinvolti R. Diana del Centro “Vico”, F. P. De Cristofaro, G. Olivieri dell’Università del Texas, la Cooperativa “Aporema” e altri studiosi che hanno lavorato in modo interdisciplinare sulla teoria musicale in stretto contatto con i musicisti C. Mallozzi, L. Pone, B. M. Sannino e con A. Di Scipio e G. Turaccio, docenti del Conservatorio di Napoli e Salerno e con il maestro Camerlingo del Conservatorio di Cesena, sulla base di un’ipotesi d’intersezione tra una pratica artistica, quale quella musicale, e una riflessione filosofica e metodologica sulla pratica stessa a partire da termini quali “dono” e “bene comune” nella società contemporanea. Oltre al polo per le Scienze Umane e Sociali e ai Dipartimenti di Economia Aziendale e di Filologia Moderna hanno collaborato alla realizzazione dell’iniziativa il Conservatorio di Musica di Napoli San Pietro a Majella, Il Conservatorio di Musica di Salerno G. Martucci, la Società Filosofica Italiana sezione G.Vico, l’Associazione Alessandro Scarlatti, il CNR Istituto per la Storia del Pensiero Filosofico e Scientifico Moderno.
La giornata è dedicata a Renato Musto che ha collaborato con noi, sino alla sua scomparsa, alla realizzazione del progetto. pieghevole_musica_e_dono finale